HUOMINI D’ARMI, LETTERE E RELIGIONE A CASTEL VALDES

Luigi Vanvitelli, Sant’Orsola e le compagne, Santa Caterina d’Alessandria e angioletti, 1728-1732 circa, Olio su tela, cm 270 x 155, Trento, Fondazione Biblioteca San Bernardino Trento

Sino al 9 gennaio 2022, a Castel Caldes, nella trentina Val di Sole, la mostra “Huomini d’armi, lettere e religione. Solandri illustri dal Cinquecento al Novecento” documenta l’attività di alcuni dei più importanti personaggi che, nel corso dei secoli, hanno avuto i natali nella Valle e tra questi, in particolare, quanti hanno dato un contributo significativo alla cultura e all’arte del loro tempo.

Articolata in cinque sezioni la mostra fa conoscere le vite di questi personaggi con racconti, ritratti, stampe, libri, medaglie, sculture e fotografie. Figura solandra di primo piano fu ad esempio Jacopo Aconcio di Ossana (1492/1520 – 1566/67), erudito, diplomatico e uomo di legge a Vienna, Milano, Basilea e Zurigo, che visse a Londra, dove accompagnò all’attività di ingegnere quella di filosofo, dando alle stampe alcuni dei testi più avanzati del tempo sul tema della tolleranza; o ancora editori, entrambi di Termenago, come Donato Fezzi, (1528-1597), stampatore attivo sotto il vescovo Madruzzo e poi a Bressanone, e Nicolò Bevilacqua (1510/20 – 1573) formatosi a Venezia e capace di avviare a Torino la prima tipografia sabauda.

Pittore tedesco, Giovanni Battista Pezzen in ginocchio davanti a Cristo crocifisso, 1609-1616, olio su tela, Croviana, chiesa di San Giorgio

Non mancherà una sezione sugli artisti, tra questi il pittore Francesco Marchetti (1641-1698) e Antonio e Francesco Guardi (1712-1793), membri di una famiglia di pittori che nel Settecento farà fortuna a Venezia, o Bartolomeo Bezzi (1851-1923), maestro che, nell’Ottocento, si cimentò con successo sul tema del paesaggio, fino ad arrivare al pittore di Caldes, Paolo Vallorz, scomparso pochi anni fa che raggiunse successo e fama anche all’estero.

La rassegna si soffermerà anche su alcune figure poco note come Giovanni Antonio Berera (1711 – 1799), violinista e costruttore di strumenti musicali qui riscoperto come incisore. Una sezione è dedicata agli ecclesiastici attivi nella carriera diplomatica e mecenati d’arte sacra, come Giacomo Migazzi (1570-1635) o Giacomo Massimiliano Thun, nativo di Caldes, principe vescovo di Gurk e committente del pittore Paul Troger. Una sezione evocherà anche il periodo napoleonico con la vicenda hoferiana, i moti del Quarantotto, i patrioti risorgimentali come il garibaldino Ergisto Bezzi (1835-1920).

L’insieme di queste opere provenienti dalle collezioni del museo, dalla Biblioteca Comunale di Trento, dalla Fondazione Museo Storico, dal Comune di Caldes, da comuni e parrocchie del territorio, e da collezionisti privati fornirà un quadro variegato degli interessi e del contributo degli uomini che, nati in Val di Sole, hanno poi fatto fortuna e si sono affermati al di fuori di essa, mantenendo tuttavia sovente stretti legami con il loro territorio d’origine. La mostra è curata da Maddalena Ferrari, Salvatore Ferrari e Denis Ton.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.