TIGER WOODS NELLA TOP TEN DI FORBES

Quando si parla di Golf affiora subito il nome di Tiger Woods. Il pluripremiato golfista statunitense è riconosciuto indubbiamente come il più forte di tutti i tempi, non solo per le sue qualità sul green ma anche per i suoi successi che ne delineano una storia affascinante: uno dei più grandi giocatori che si sia imposto in uno sport prevalentemente bianco eguagliando come popolarità il campione di basket Micheal Jordan.

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Secondo Forbes il golfista californiano originario di Cypress si colloca all’8/o posto della speciale graduatoria degli sportivi più pagati al mondo negli ultimi 12 mesi – guidata dal tennista Roger Federer – con 62,3 milioni di dollari incassati. Precisamente lo scorso anno Tiger Woods si aggiudicò l’ Augusta Master per la quinta volta in carriera, di fatto l’83esima edizione, il primo dei 4 tornei più prestigiosi del circuito golfistico internazionale. Grazie a questo successo, Woods torna ai vertici del golf mondiale dopo i problemi alla schiena e le vicende personali che lo avevano allontanato per alcuni anni dai riflettori. Infatti la sua ultima vittoria al Masters risaliva a 14 anni fa ed era dall’ormai lontano 2008 che non vinceva uno dei cosiddetti “major”. Al momento ne detiene complessivamente 15 e i suoi guadagni in carriera viaggiano verso quota 2 miliardi di dollari, il primo atleta al mondo a superare questa soglia, visto che il cestista Usa Michael Jordan (non più in attività) è fermo a 1,9 miliardi di dollari. Il percorso di sponsorizzazioni che lo hanno portato a raggiungere la vetta è a dir poco celebre: nel 2006 rinnova il contratto con la Nike. La celebre marca di abbigliamento sportivo sponsorizza Woods dal 1996, anno in cui è diventato giocatore professionista (per una cifra complessiva lorda di oltre 150 milioni di dollari). Tra l’altro il nuovo contratto prevede un compenso superiore a 25 milioni di dollari l’anno, incluse le royalty. Woods ha inoltre firmato con la PepsiCo, per pubblicizzare la Gatorade, un contratto da 100 milioni di dollari, il compenso più alto mai corrisposto ad uno sportivo per pubblicizzare delle bibite. Nel 2007 è stato segnalato come lo sportivo più pagato del mondo con oltre 122 milioni di dollari.

Infine possiamo dire che da sempre pubblicizza la serie di videogiochi Tiger Woods PGA Tour, serie di grande successo che vede anche lui come personaggio. Ad oggi sponsor come Taylormade, Bridgestone e Monster Energy vedono ancora redditizia la collaborazione con il campione statunitense e a sostegno di questo Forbes spiega chiaramente che la maggior parte degli incassi, per il campione americano, consistono nelle sponsorizzazioni. I premi per i tornei e gli eventi rappresentano solo una porzione minima dell’ingente patrimonio di Woods come per esempio l’ultimo torneo vinto che ha fruttato “soltanto” 1,8 milioni di dollari, pur essendo uno dei tornei più ricchi e prestigiosi.

A differenza di altre discipline come il calcio o l’ Nba, nel golf è più difficile stabilire quanto guadagnerà un atleta semplicemente perché una cifra standard non esiste in quanto la discriminante che decide introiti e relative tasse da pagare sono solo e soltanto i risultati, vera motivazione e fonte di attrazione per gli sponsor per aggiundicarsi i contratti commerciali con i campioni ed avere l’esclusiva sul materiale sportivo da utilizzare durante i tornei. Soprattutto aumentano vertiginosamente i contatti dei principali social media come Facebook , Twitter e Instagram. Ma Tiger Woods non è soltanto numeri e sponsor: a seguito dell’enorme successo di The Last Dance, la serie ESPN / Netflix in 10 puntate incentrata su Michael Jordan e i Chicago Bulls, è stata annunciata un’altra docuserie sportiva incentrata su Tiger Woods e la sua vita, spesso messa in ombra dei riflettori dei media. La serie arriverà su HBO e HBO Max a dicembre 2020 con l’obiettivo principale di immergersi più a fondo nella vita del campione e creare un ritratto intimo di un uomo imperfetto e umano che nella sua vita ha spesso affrontato sfide sportive convivendo con pressioni e aspettative fuori misura.

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